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La retina è una delle aree
meglio conosciute del Sistema Nervoso Centrale: l’uso di moderne tecniche
anatomiche ha permesso l’identificazione morfologica di tutti i tipi
cellulari in essa rappresentati; la sua struttura
estremamente ordinata, inoltre, ne fa un sito privilegiato per le
correlazioni anatomo-funzionali.
La nostra ricerca è
concentrata sullo studio dell’architettura funzionale della retina di
mammifero; varie linee di ricerca, inoltre, sono dedicate
alla biologia cellulare di patologie degenerative che causano la morte dei
coni e dei bastoncelli, quali la Retinite
Pigmentosa (RP). Questa rappresenta una famiglia
di malattie ereditarie con incidenza di 1: 3.500 e che portano alla cecità.
Non c’è cura per la RP.
Tuttavia, varie strategie terapeutiche sono in fase di
attiva sperimentazione. Il loro successo dipende anche dal grado di
conservazione della retina interna (situata “a valle” dei fotorecettori),
dopo che questi sono degenerati. Le cellule retiniche residue, infatti, sono
spesso il target principale delle strategie di
ripristino della funzione visiva in RP.
I nostri studi su
modelli murini di RP hanno dimostrato che le
cellule postsinaptiche ai fotorecettori
subiscono modificazioni profonde dopo la morte dei coni e dei bastoncelli:
le cellule bipolari e orizzontali ritraggono progressivamente i
dendriti, perdono i recettori per i
neurotrasmettitori, cambiano forma e, infine,
muoiono. Questi cambiamenti radicali devono essere tenuti in considerazione
nelle fasi di messa a punto di strategie terapeutiche per la cura della RP.
Al momento, stiamo
cercando di identificare i meccanismi cellulari che innescano i cambiamenti
dei neuroni di secondo ordine al tempo della
scomparsa dei fotorecettori. Inoltre, stiamo sperimentando la possibilità di
rallentare la degenerazione dei fotorecettori interferendo con i meccanismi
intracellulari dell’apoptosi.

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